Perché il tuo cane continua ad avere le ghiandole perianali piene
- giangiacomo8
- 26 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Ogni volta è la stessa storia.
Il tuo cane comincia a strisciare il sedere sul pavimento, si lecca continuamente sotto la coda oppure emana un odore molto intenso e sgradevole. Vai dal veterinario, che svuota le ghiandole perianali, e nel giro di qualche settimana o qualche mese il problema si ripresenta.
Se ti riconosci in questa situazione, sappi che non sei l'unico. Le malattie delle ghiandole perianali sono tra i disturbi più frequenti osservati nella pratica veterinaria. Uno dei più grandi studi epidemiologici mai realizzati, condotto su oltre 104.000 cani, ha dimostrato che circa un cane ogni ventitré sviluppa nel corso della vita un problema delle ghiandole perianali. Un'altra ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Animals, ha addirittura stimato che fino a un cane su sei possa andare incontro ad almeno un episodio di questa patologia.
Per molti anni si è pensato che il problema fosse semplice: le feci troppo molli non riescono a comprimere correttamente le ghiandole durante la defecazione e il liquido rimane all'interno, accumulandosi fino a provocare fastidio, infiammazione o addirittura un ascesso.
Questa spiegazione è corretta, ma oggi sappiamo che racconta solo una parte della storia.
Negli ultimi anni sono stati pubblicati studi che hanno completamente cambiato il modo di interpretare questa patologia. La scoperta più importante riguarda proprio quello che si trova all'interno delle ghiandole. Per molto tempo si è pensato che fossero semplicemente due piccole sacche contenenti un liquido maleodorante. In realtà non è così.
Le ghiandole perianali sono un piccolo ecosistema biologico. Il loro contenuto è formato da lipidi, proteine, cellule, sostanze odorose e, soprattutto, da milioni di batteri che convivono in equilibrio tra loro. Questi microrganismi non sono lì per caso: partecipano alla produzione dell'odore caratteristico di ogni cane, quello che permette ai cani di riconoscersi semplicemente annusandosi.
Nel 2021 un gruppo di ricercatori ha dimostrato per la prima volta che le ghiandole perianali possiedono un microbiota completamente diverso da quello dell'intestino. Non sono semplicemente contaminate dalle feci, ma ospitano una vera comunità batterica specializzata.
Questa scoperta ha aperto una nuova prospettiva.
Nel 2024 un altro studio ha osservato che i cani affetti da dermatite atopica presentano un microbiota delle ghiandole profondamente alterato rispetto ai cani sani. In altre parole, quando cambia l'equilibrio dei batteri che vivono nelle ghiandole, aumenta anche la probabilità che si sviluppi un'infiammazione.
Questo spiega perché molti cani che soffrono di dermatite, otiti ricorrenti, prurito, malassezia o allergie alimentari presentano anche problemi cronici alle ghiandole perianali. Non si tratta di due malattie indipendenti: molto spesso fanno parte dello stesso quadro infiammatorio.
Naturalmente la consistenza delle feci continua ad avere un ruolo importante. Feci ben formate, compatte ma non troppo dure, esercitano una pressione fisiologica sulle ghiandole durante la defecazione favorendone lo svuotamento naturale. Al contrario, diarrea cronica, feci molto molli o, all'opposto, stitichezza possono ostacolare questo delicato meccanismo.
Ma anche qui la ricerca ci invita a non semplificare troppo. In uno studio pubblicato nel 2022, molti cani affetti da sacculite presentavano feci considerate perfettamente normali. Questo significa che il problema non può essere spiegato soltanto osservando le feci.
Entrano probabilmente in gioco altri fattori: l'alimentazione, il microbiota intestinale, lo stato infiammatorio dell'organismo, eventuali allergie, la conformazione anatomica del cane e persino il peso corporeo. I cani in sovrappeso, ad esempio, sembrano avere un rischio maggiore di sviluppare problemi alle ghiandole, probabilmente perché il grasso accumulato nella regione perianale modifica la normale compressione durante la defecazione.
Negli ultimi anni la nutrizione ha assunto un ruolo sempre più importante nella prevenzione delle recidive. Alcuni studi hanno dimostrato che fibre alimentari opportunamente selezionate migliorano la qualità delle feci e favoriscono la produzione di sostanze benefiche da parte del microbiota intestinale. Un lavoro molto recente ha inoltre mostrato che un'integrazione con fibre e uno specifico probiotico

è stata in grado di ridurre significativamente gli episodi ricorrenti di riempimento delle ghiandole nei cani predisposti.
Questo non significa che esista una pillola miracolosa o una dieta uguale per tutti. Ogni cane è diverso e ogni caso deve essere valutato singolarmente. Significa però che oggi disponiamo di conoscenze molto più approfondite rispetto al passato e che per il tuo cane che continua ad avere le ghiandole perianali piene, nella maggior parte dei casi, limitarsi a svuotare periodicamente le ghiandole significa trattare il sintomo senza affrontarne le cause.
Come nutrizionista, quando mi trovo davanti a un cane con problemi ricorrenti delle ghiandole perianali, il mio obiettivo non è semplicemente ottenere feci più dure. Cerco di capire perché quelle ghiandole continuano a riempirsi. Analizzo la dieta, la qualità delle feci, l'eventuale presenza di allergie o dermatiti, la salute del microbiota intestinale, il peso corporeo e lo stato infiammatorio generale dell'organismo.
Solo affrontando tutti questi aspetti insieme è possibile ridurre realmente il rischio di recidive e permettere al cane di ritrovare un equilibrio duraturo.
La ricerca scientifica degli ultimi anni ci insegna che le ghiandole perianali non sono un problema isolato, ma il risultato dell'interazione tra alimentazione, microbiota, sistema immunitario e salute intestinale. Per questo il mio obiettivo non è limitarmi a gestire le conseguenze, ma aiutare ogni cane a ritrovare un equilibrio duraturo attraverso un percorso nutrizionale completamente personalizzato.




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